Proiezioni a Borgo Roma!

1) MERCOLEDI 19 novembre 2008

NON E' UN PAESE PER VECCHI

ORE 20.30

AULA B ISTITUTI BIOLOGICI

2)MERCOLEDI 26 novembre 2008

IL TRENO PER IL DARJEELING

ORE 20.30

AULA B ISTITUTI BIOLOGICI

3)GIOVEDI 27 novembre 2008

EZRA (Associazione Eufrasia: rif. Studentesse Paternoster e Ferrari) in collab. con Ass. UNICINEMA

ORE 20.00

AULA B ISTITUTI BIOLOGICI

IN COLLABORAZIONE CON 'GRUPPO EUFRASIA'

PRECEDERA UN INCONTRO-TESTIMONIANZA

4)MERCOLEDI 2 dicembre 2008

PERSEPOLIS

ORE 20.30

AULA B ISTITUTI BIOLOGICI

5)MERCOLEDI 10 dicembre 2008

IRON MAN

ORE 20.30

AULA B ISTITUTI BIOLOGICI

6)MERCOLEDI 17 dicembre 2008

GOMORRA

ORE 20.30

AULA B I

Twilight (USA, 2008)


Titolo Originale Twilight
Diretto da Catherine Hardwicke
Genere Romantico, Fantasy
Release 21 novembre 2008 (Italia)
Runtime 121 minuti
Paese USA
Lingua Inglese
Cast Kristen Stewart, Robert Pattinson, Taylor Lautner

Castelli grigi e angusti, specchi riflettenti, scricchiolii.
E’ consigliabile dimenticarsi delle classiche maison vampiresche stile Buffy o Bram Stoker, Twilight si occupa d’altro.
Giovani rampanti di buona famiglia, affascinanti, pallore cadaverico, denti leggermente aguzzi, eccoli i vampiri della new generation. Non sono morbosamente incollati al sangue, ma cercano una via di fuga dalla mostruosità che li caratterizza, hanno centinaia di anni e sono avvolti da nubi di grigio mistero.
Una storia interessante, anche se non troppo nuova neppure nella scelta dei nomi (Bella, la protagonista, ha un che di vagamente Beauty and The Beast), ma nel suo complesso raccontata senza scalpori o puntando su baci – sesso – bevute a mezzanotte. E’ un racconto rischioso, dal punto di vista del botteghino, poiché cerca il consenso dei fans più che il sì degli spettatori nuovi a questa vicenda. Non ci sono momenti d’intimità eclatanti e nessuno viene brutalmente assassinato davanti ai nostri occhi, una storia d’amore “pulita”, il cui cavallo di battaglia sono le musiche (quasi metafisiche) che scivolano sui due personaggi principali, Edward, il vampiro buono, e Bella, la ragazza solitaria e gli sguardi che i due innamorati si lanciano, altri tempi davvero. Hanno tutto in comune: la pelle bianchiccia, la passione per gli angolini in cui farsi gli affaracci propri, il coraggio di rischiare, lanciarsi in un’avventura piuttosto complessa: amare la preda, il pranzo…
Fa piacere, oggi, notare come anche un film che punta sugli adolescenti, maggiormente, possa rivelarsi attento a non cadere sul banalissimo “moccia-style”, ma lancia, invece, con affetto occhiate al fantasy pur lasciando quell’aria da romanticismo diciasettenne. C’è in generale una buona dose di castità, pur strizzando l’occhio ai telefilm che hanno accompagnato (alcune) generazioni: Dawson’s Creek, The OC…
Nulla a che vedere col romanzo (anzi, con la serie di libri), questa mia recensione, guardo puramente la pellicola e, seppur all’acqua di rose nel suo finale – ballo di fine anno con lucette, vestitini, patio guardacaso sgombro da coppiette indesiderate, risulta nel complesso un film girato ecletticamente ma senza troppe cadute di stile, che non si lascia abbordare dai pateticismi anzi, forse imbarazza la sua delicatezza nel mostrarci i due giovani innamorati impossibili e tenta, goffamente, di lanciarci un messaggio filosofico: il bene e il male a priori non esistono nella natura umana, sono le scelte che facciamo a decifrare il nostro io.

di Clara Ramazzotti

Hairspray (USA,2007)


Immagine da: wikipedia


Giorno Proiezione 10 novembre 2008 alle ore 16.30 in aula 1.1 Polo didattico G. Zanotto
Titolo Originale Hairspray
Diretto da Adam Shankman
Genere Musical
Release 28 Settembre 2007(Italia)
Runtime 117 minuti
Paese USA
Lingua Inglese
Cast John Travolta, Nikki Blonsky, Zac Efron, Michelle Pfeiffer

Orgogliosi di presentare...il grasso a Baltimora City. Protagonisti di questa storia nata a Broadway e che, tutt'ora, sbanca ai botteghini da New York a Londra, sono infatti dei bellissimi ragazzi bianchi, coi loro paffutti volti bianchi, i loro vestiti inamidati e le guance rosee e gli occhi azzurri e l'America pulita dei primi anni Sessanta. Qualcosa stona, quella ragazza troppo grassoccia (Nikki Blonsky) che balla divinamente nelle ore di detenzione scolastica, si dimena e canticchia aspettando che il suo amore Link (Zac Efron), la punta dello show per adolescenti, la guardi con occhi nuovi. Unico modo per farlo cadere ai propri piedi è presentarsi alle audizioni per lo show e mostrare tutta la propria verve creativa scatenandosi come su una pista da ballo. Cosa non facile se hai una madre poco pratica della vita, riconoscibilissima per la sua stazza (John Travolta, in divertente mise "signora pizzi e merletti") e ignara, come un pò tutti del resto, dei grandi cambiamenti storico-culturali che stanno per arrivare. Non manca uno sguardo critico alla segregazione razziale e alla condizione degli afro-americani che prendono voce attraverso Queen Latifah.
Una storia interessante e ottimista che unisce attori di fama e vecchia scuola quali Christopher Walker a nuove emergenti star del panorama hollywoodiano come Elijah Kelly (già visto in "Ti va di ballare?" con Antonio Banderas). Si canta, insomma, e un sorrisetto sfugge nel notare che non sempre il bianco è sinonimo di pulito.

di Clara Ramazzotti

Scrivimi una canzone (USA, 2007)

Giorno Proiezione Venerdì 21/11/2008 alle ore 14.00 in aula T.4 Polo Zanotto
Titolo Originale Music and Lyrics
Diretto da Marc Lawrence
Genere Commedia musicale
Release 23 febbraio 2007(Italia)
Runtime 96 minuti
Paese USA
Lingua Inglese
Cast Drew Barrymore, Hugh Grant, Brad Garrett, Kristen Johnston, Campbell Scott, Haley Bennett

Alex Fletcher è una popstar degli anni ’80, una “meteora” del passato alle prese con la consapevolezza del declino, ormai costretto ad esibirsi a feste paesane e parchi giochi, per un pubblico di donne quarantenni ancora affascinate dal ricordo dei suoi tempi d’oro.
Finchè un giorno non gli viene proposto di comporre una canzone per Cora Corman, l’idolo del momento, adorata dalle adolescenti e ossessionata dalla religione buddista. Si tratta di un’occasione irrinunciabile, della possibilità di un ritorno dignitoso sulle scene, ma i tempi stringono ed Alex non scrive un pezzo da dieci anni.
Inutile rivolgersi ad un paroliere, sarà una supplente-annaffiatrice di piante, ipocondriaca e logorroica, a restituirgli la fama. Sophie Fisher è infatti una ragazza espansiva e particolarmente dotata per le rime, che gli invade letteralmente la casa, spostando mobili ed innaffiando con sbadataggine piante e pavimento. Le sue aspirazioni letterarie sono state stroncate da un rapporto finito male con il professore di italiano, il cui ricordo le impedisce di sfruttare appieno le proprie potenzialità.
L’alchimia tra i due è evidente, tanto che il loro rapporto potrebbe essere paragonato a quello tra melodia e testo (sottolineato dal titolo originale, “Music and Lyrics”): la melodia, come spiega la dolce paroliera, è l'attrazione che provi per una persona quando la incontri per la prima volta, il testo, cioè la passione e il sesso, subentra quando la conosci meglio. Alex e Sophie, scriveranno una canzone dal titolo “Way back into love”, che li condurrà sulla strada dell’amore e li aiuterà a superare insieme i rispettivi ostacoli.
Una commedia romantica poco impegnativa ma piacevole, che guarda con nostalgia e affetto agli anni ’80, ridicolizzandone i costumi e le interpretazioni delle boy bands (quasi imbarazzante il video iniziale del gruppo “Pop”!). Il tema centrale del ritorno sul palco, in seguito all'attenuarsi del successo, è trattato a suon di rime e con il tipico umorismo inglese che accompagna ogni interpretazione di Hugh Grant.

Io non sono qui (USA, 2007)


Immagine da: wikipedia


Giorno Proiezione 17 novembre 2008, aula T2 Polo Zanotto, ore 16.00
Titolo Originale I'm not there
Diretto da Todd Haynes
Genere Biografia, Musicale
Release 7 settembre 2007(Italia)
Runtime 135 minuti
Paese USA
Lingua Inglese
Cast Cate Blanchett, Heath Ledger, Richard Gere

Se potessimo scomporre le nostre vite e rappresentarne le fasi più significative forse ne verrebbe fuori il solito film biografico a episodi, che va dall’infanzia fino a chissà dove. Perché un film sulla vita di qualcuno rischia sempre inevitabilmente di trasformarsi in una sorta di fiction televisiva a puntate. Raccontare tutta una vita in un film è un’operazione tanto ambiziosa quanto rischiosa, e lo sa bene il regista Tod Haynes che in questa sua opera geniale e complessa rifugge il modello del classico biopic e trasforma in cinema la vita –le molte vite- del grande cantastorie americano Bob Dylan.
Guidato sei personaggi in cerca d’autore –sei attori diversi, e nessuno che interpreti Bob Dylan- il film racconta attraverso registri narrativi e fotografici di volta in volta diversi, con un montaggio alternato e scomposto, le varie fasi della vita di Dylan; dal momento folk al momento rock, passando per la protesta politica, la svolta religiosa, la vita sotto i riflettori, fino alla solitaria ritirata finale. In questo viaggio al confine tra finzione e realtà incontriamo il piccolo menestrello Woody che viene dal sud, il poeta visionario Arthur –Rimbaud- cospiratore di sinistra. Incontriamo Robbie tormentata star del cinema venduta ai media, l’androgino Jude direttamente dai favolosi anni sessanta e infine l’attempato Billy –the kid- il cowboy solitario.
Alla fine del film viene da chiedersi dove sia Bob Dylan in tutto questo. E la risposta è forse da cercarsi nel titolo. Perché “I’m not there” è un film su un Bob Dylan che in apparenza non c’è –noi in effetti non lo vediamo mai- ma che allo stesso tempo c’è, esiste, e si fa forte presenza trainante di tutto il film attraverso la sua musica, i suoi versi –che diventano i dialoghi dei personaggi-, e le continue citazioni che solo i Dylan-addicted sapranno cogliere a pieno. “Im not there” sa svelare a fondo Bob Dylan proprio privandosi della presenza della star-feticcio Bob Dylan che tutti si aspetterebbero, scegliendo invece di riservagli quello stato di invisibilità che non ha più segreti. Proprio come dice la canzone: “When you got nothing, you got nothing to lose. You’re invisible now, you got no secrets to conceal”.
Un film sfuggente come sfuggente è lo stesso Dylan –soprattutto negli ultimi anni- un’autopsia cinematografica, che è la scomposizione viscerale di una vita artistica e allo stesso tempo un trait d’union tra l’universo del mito Dylan -la sua musica e il suo genio- e il Bob Dylan uomo, nudo.

Anna Saleri

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