Aperitivo con la Giuria di Schermi d'Amore

Sabato 19 aprile alle 11.30 si è tenuto alla Fnac di Verona un incontro pubblico con la Giuria di Schermi d'Amore, chiamata a giudicare i dieci film in concorso, nonché a stabilire il vincitore del premio Calzedonia , e composta da cinque illustri personaggi del cinema italiano: il regista Peter Del Monte, la produttrice Donatella Botti e gli attori Anita Caprioli (purtroppo assente per motivi di salute), Cecilia Dazzi e Daniele Liotti.
Moderatore dell'incontro è stato Paolo Romano, presidente del Festival, che, dopo aver introdotto brevemente i giurati, ha posto loro alcune domande. Ha inoltre definito il gruppo una delle migliori giurie di Schermi d'Amore.

P.R.: Come mai trascorrono sempre tanti anni tra un suo film e l'altro?

P. DEL MONTE: Sicuramente non perché sono un pigrone, ma a causa di una difficoltà produttiva; non è facile reperire fondi e sicuramente in futuro andrà anche peggio. Il mio ultimo film, “Nelle tue mani”, è stato infatti realizzato grazie all'intervento di due produttori che hanno messo i soldi di tasca loro.

P.R.: Tra i suoi lavori ricordo le collaborazioni con Mimmo Calopresti e Francesca Comencini. Come sono nate?

D.BOTTI: Si, il mio primo film da produttrice, “La parola amore esiste”, è frutto di una collaborazione con Mimmo e mi ha dato molta soddisfazione perché quell'anno è stato selezionato al Festival di Cannes. Con la Comencini ho iniziato a lavorare dopo il suo ritorno in Italia, perché ha vissuto quindici anni in Francia, dove ha girato alcuni lungometraggi e documentari. Sono rimasta colpita dal suo film “Pianoforte” e successivamente è nata una collaborazione tra noi per ben tre produzioni: “Le parole di mio padre”, “Mobbing” con Nicoletta Braschi e “A casa nostra”. Ho sempre portato avanti film con contenuti difficili, diversi da quelli commerciali, e anche se sono contenta del lavoro svolto finora, adesso mi piacerebbe produrre una commedia. Amo molti registi di questo genere, come Carlo Verdone, ma spero che nel cinema italiano ci sia sempre spazio per la sperimentazione.

P.R.: Quanto è difficile lavorare come attori al giorno d'oggi? So che entrambi vi muovete tra cinema e televisione...

D. LIOTTI: Per me non c'è una scelta ideologica quando si tratta di decidere tra cinema e tv. È sbagliato demonizzare la televisione, perché spesso offre bei prodotti, nonostante la velocità delle produzioni. Al cinema mancano commedie, ma mi sembra che ci sia anche una rinascita del genere giovanilistico, lanciato da Muccino.

C. DAZZI: Io quando devo scegliere se accettare una parte non considero se si tratta di cinema o televisione, ma guardo il ruolo che mi viene offerto.

P.R.: Gli Amori in (con)corso quest'anno sono caratterizzati da una particolarità, cioè dall'apertura del melò ad altri generi cinematografici. Come vi siete trovati a dover giudicare i film, sulla base di questa considerazione?

P. DEL MONTE: Premetto che non abbiamo ancora avuto modo di trovarci per stabilire il vincitore. La selezione è stata buona, però in qualche modo con inclinazioni, per me inspiegabili, verso il ghost movie.

D. LIOTTI: La selezione è stata interessante, ma a volte depistante perché si va verso filoni che non hanno nulla a che vedere con il genere melodrammatico. “Epitaph”, per esempio, ha un po' tradito le mie aspettative, perché pensavo si trattasse di un film che parla d'amore.

D. BOTTI: Secondo me la selezione non è stata solo interessante, ma anche originale, perché negli ultimi anni siamo stati sempre più abituati a vedere film che parlano esclusivamente d'amore.

L'incontro si è concluso con un aperitivo offerto a tutti i partecipanti e con una passeggiata per le vie del centro, in compagnia dei giurati!

A cura di Enrica Innocente

Commenti

Invia nuovo commento

Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.