Venezia è sempre Venezia, o meglio come disse Tiziano Scarpa in un suo libro, Venezia è un pesce. Non c'è paragone con nessuna città al mondo. Ho avuto modo di poter fare il tragitto di ritorno di notte sul vaporetto che risale il Canal Grande: trenta minuti di pura bellezza. Poi c'è anche il Festival. Posizionato in quel posticino molto comodo che è il Lido, con quel gentile venticello che ti spezza il collo e un'immensa sagra che fa da contorno alla salita passerella rossa. Il risultato è la tipica summa dell'Italietta: disorganizzazione a livelli impressionanti, odio dichiarato verso il pubblico e soprattutto gli accrediti cinema, orari improbabili, piani sballati, proiezioni che saltano (Allen), ragazzine già dall'alba attaccate alle transenne. Insomma, la vita dell'accreditato non è per nulla semplice: oltre a pagare una cifra non certo simbolica per la tessera, lo sconto sul catalogo è veramente esiguo e le proiezioni riservate sono all'alba alla Palabiennale. Gli unici accrediti che contano sono i press, altrimenti conviene veramente fare il biglietto. Chi scrive non è riuscito a entrare alla proiezione di De Palma, nè all'evento Blade Runner, sebbene due orette di coda. Il problema non sono i posti che mancano, ma semplicemente il fatto che si deve iniziare. Si fanno entrare alcune persone, per non scatenare le rivolta e le altre restano fuori. L'impressione che ho avuto è di un'immensa vetrina promozionale e niente più. Dov'era l'atmosfera? Dov'erano i cinefili? Mancano di sicuro gli spazi. Approssimative le bancarelle: merchandising veramente banale e pubblicazioni acquistabili anche dietro l'angolo di casa propria. Mi resta sicuramente un bellissimo weekend nella mia Venezia, con le sue calli, tutte particolari, e il silenzio, la magia della notte e le brioches prese alle quattro dal fornaio. Ma il Festival è stato abbastanza noiosetto.
Frase da ricordare: "Ci mettiamo meno ad andare a Cannes", Annina, Festival del Cinema di Venezia 2007
Commenti
frase da ricordare: l'ho detta io!
voglio il copyright della frase da ricordare!! vabbè che siamo ormai in pieno "regime" creative commons...
Dopo mezz'ora di viaggio in macchina, due ore di treno, mezz'ora di coda alla biglietteria del vaporetto, e quaranta minuti di vaporetto... (totale: 3 h 40 min!! ) è servita se non altro a sdrammatizzare!
Evviva l'Italietta dei Festivàl!
ovviamente
Ovviamente è di Anna la" frase da ricordare". Volevo mandarti una mail per dirti che la usavo, ma poi mi sono dimenticato. Scusa...
lusingata
Figurati Elia! grazie per avermi ricordato, sono molto lusingata!! ;-)
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